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Osteopatia sempre più presente in sala operatoria

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L’osteopatia a Firenze è sempre più presente all’interno dell’ospedale AOU Meyer, permettendo ai professionisti di poter sostenere la salute dei giovani pazienti. Intorno alla scuola di Osteopatia Pediatrica (SIOP) si sta evolvendo un gruppo di osteopati che giornalmente affianca medici e pazienti affinando la loro presenza all’interno della struttura. Ricordiamo che il Meyer nel 2011 è stato il primo e unico ospedale italiano ad allestire un ambulatorio di osteopatia pediatrica in regime di convenzione.

Il percorso virtuoso tra osteopati e medici ha aperto ai giovani osteopati della scuola la possibilità di poter accedere in sala operatoria con l’opportunità unica di poter osservare le reazioni tessutali durante l’intervento in risposta all’atto chirurgico. Tale presenza ha nel tempo creato una sinergia tra osteopati e chirurghi, come spiega il direttore della scuola Tommaso Ferroni: “All’inizio del percorso è stato importante per noi e per i giovani studenti imparare a stare in sala operatoria, con la giusta concentrazione e una centratura neutra. Essere accettati dai chirurghi è stato per noi un grandissimo successo, sia per la possibilità di poter imparare di più sull’opera dei professionisti del AOU Meyer ma anche per poter offrire il massimo sostegno alla salute dei bambini prima e dopo l’operazione.

Collaborazione che negli anni non ha mai smesso di affinarsi, con una presenza sempre più attiva dell’osteopatia in sala operatoria. Un rapporto in crescita con tutte le aree della medicina, ma che continua a avere come centro l’unità neurochirurgica diretta da Lorenzo Genitori che, nelle ultime settimane, ha dato il consenso ad un approccio osteopatico durante gli interventi: “Ovviamente il paziente sotto anestesia non percepisce il dolore, ma il tessuto ha una reazione di difesa, di fuga dall’atto chirurgico, ben evidente.” spiega Tommaso Ferroni “Se prima la presenza degli osteopati formati in sala operatoria era puramente di osservazione, nelle ultime settimane mi è stata data la possibilità di poter sostenere attivamente i pazienti durante l’atto chirurgico”.

Le sale operatorie del Meyer sono dotate di apparecchi in grado di rilevare l’attività di nocicettiva, che misurano il grado di sofferenza dei tessuti. Lo studio che è in fase di sviluppo permetterà di monitorare la variazione relativa alla nocicezione mentre il paziente è sostenuto a livello osteopatico. “L’interesse del trattamento osteopatico durante la procedura chirurgica è dato dal fatto che in anestesia generale il paziente presenta una ipofunzione della corteccia cerebrale” spiega Lorenzo Genitori, neurochirurgo dell’AOU Meyer “In questo stato l’attività osteopatica non ha l’effetto placebo che potrebbe avere in un paziente cosciente. Si tratta di uno studio preliminare che andrà consolidate sulla base di dati scientifici, che potrebbe aprire le porte ad una nuova validazione del trattamento osteopatico.

La sinergia tra medici e osteopati però non finisce qui: è in attesa di approvazione un’altra importante conquista per l’osteopatia: “In questi anni abbiamo osservato la posizione dei chirurghi durante i lunghi interventi” osserva Tommaso Ferroni “Abbiamo quindi studiato e raccolto informazioni circa le difficili posture alla quali sono costretti, anche per molti interventi durante una singola giornata. Questo ci ha portato a offrire un trattamento osteopatico per i professionisti tra i vari interventi chirurgici ed è in atto una valutazione per poter allestire, nei pressi delle sale operatore, un ambulatorio dedicato per poter offrire un trattamento non solo per i pazienti ma specifico per tutti i professionisti sanitari.

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