• info.siop.fi@gmail.com

Tag Archives Congresso osteopatia

Ferroni e Gentiloni

Chirurgia e osteopatia durante il Congresso “Fascial Crossroads”

webmaster No Comments

Si è concluso da poco il Congresso Internazionale Fascial Crossroads che ha visto confrontarsi a Roma un élite di esperti sulla terapia manuale. Il Congresso Fascial Crossroads è stato ideato dal Barral Institute Italia, grazie alla spina di Roberto Bonanzinga. Tra gli invitati Lorenzo Genitori e Tommaso Ferroni, neurochirurgo e osteopata della Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica.

Fascial Crossroads ha realizzato un progetto di cui tutti facciamo parte: incrociare le competenze per il fine ultimo del sostegno alla salute. Grazie a tutti voi per averlo reso possibile” con questa parole di Roberto Bonanzinga troviamo il senso e l’importanza che il Congresso ha avuto per molti osteopati e sostenitori della salute nel panorama italiano. 

Un momento importante di condivisione ma soprattutto di confronto per molti specialisti che in quei giorni hanno potuto imparare a conoscersi e a scambiarsi idee e opinioni.

Tra di esse uno dei più amati professori della Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica, il neurochirurgo Lorenzo Genitori, che in più di un’occasione ha accolto gli studenti in sala operatoria per farli assistere e soprattutto per condividere la sua immensa esperienza: “Noi non conoscevamo l’osteopatia ed è stata la curiosità scientifica che ci ha portato ad aprirci a questa alternativa, andando poi a scoprirne gli effetti in quanto siamo poi tutti diventati pazienti degli osteopati!” ha dichiarato con un sorriso Lorenzo Genitori “La filosofia del trattamento dei disturbi della dinamica liquorale è il timing: i disturbi vanno intercettati.

Dobbiamo prevenire ed eventualmente riparare” ha inoltre spiegato alla platea presente il famoso Neurochirurgo pediatrico, che durante il congresso ha mostrato alcune foto pre e post procedure endoscopiche senza protesi.”;eccesso di confidenza è quello che crea complicanze.

Bisogna imparare a essere il più multidisciplinare possibile ed in quest’ottica il ruolo degli osteopati nel percorso di cura è importantissimo “Ho conosciuto il dott. Genitori alcuni anni fa presso l’ospedale Meyer di Firenze ed è partita una collaborazione che nel tempo si è ingrandita creando una sinergia che ha portato gli osteopati a poter collaborare con vari reparti dell’ospedale fiorentino” ha spiegato l’osteopata Tommaso FerroniNel 2011 è stato creato il primo ambulatorio di osteopatia e credo ancora unico nel nostro paese in regime di convenzione. Negli anni inoltre è stata portata avanti una ricerca scientifica che ci ha permesso di poter confrontarci e di portare avanti uno studio con una casistica riguardante oltre 800 bambini. Si tratta di uno studio triennale che è stato reso possibile dal sostegno di Cariparma” ha dichiarato Tommaso Ferroni, che ha inoltre annunciato la pubblicazione della ricerca per il 30 novembre di quest’anno.

Una pubblicazione che è il preludio di un nuovo slancio della ricerca osteopatica presso l’ospedale Meyer grazie alla SIOP, con due nuovi studi in corso d’opera.

“La nostra collaborazione nasce da un input osteopatico, noi neurochirurghi non conoscevamo assolutamente questa materia” ha aggiunto Lorenzo Genitori “Fin da subito abbiamo iniziato un percorso scientifico verificando i risultati. Validando i risultati dell’approccio osteopatico, iniziando dalla valutazione del dolore post operatorio, con un secondo punto sul carico farmacologico, con un ultimo punto riguardante sulla qualità della vita percepita dalla famiglia”. Tra le ricerche in corso d’opera nata dalla collaborazione tra osteopati e neurochirurghi vede inoltre in corso d’opera una ricerca sulla craniostenosi:

La nuova ricerca sulle craniostenosi è basata sul fatto che nel nostro istituto le craniostenosi sono trattate in maniera mini invasiva” ha spiegato il prof. Genitori “Questo porta ad una diminuzione dei tempi di ospedalizzazione, delle perdite ematiche e delle complicanze. L’approccio osteopatico dopo l’intervento chirurgico aiuta ad ottenere il miglior risultato estetico e funzionale

Foto di un congresso di Osteopatia presso Meyer di Firenze

Il primo congresso sull’osteopatia si rivela un successo

webmaster No Comments

Si è svolto all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze il primo Congresso di Osteopatia in ambito ospedaliero, nato dalla collaborazione tra le scuole di osteopatia SOMA e SIOP. Ad aprire i lavori il Direttore Generale Alberto Zanobini ed il Direttore Sanitario Francesca Bellini, che hanno sottolineato l’importanza che la presa in carico della salute e della qualità di vita dei bambini del Meyer sia globale e la centralità della funzione innovatrice con l’osteopatia sempre più integrata nella sua formazione e dimensione interdisciplinare con un alto gradimento delle famiglie verso l’ambulatorio di osteopatia.

I vari relatori congressuali, in una sala gremita di professionisti e giovani osteopati, si sono alternati sul palco guidati dai moderatori Patrizio Fiorini, direttore della Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’ospedale Meyer, Massimo Valente direttore di Tuttosteopatia, del dott. Resti e dell’osteopata Marco Gori. Il Dottor Ernesto Burgio ha esordito spiegando come l’epigenetica possa analizzare l’ambiente che può a sua volta condizionare il neuro-sviluppo del bambino. Successivamente, il Dottor Lorenzo Genitori ha raccontato la proficua collaborazione tra neurochirurgia e osteopatia al Meyer, specie nelle patologie intracraniche che causano nel bambino un disturbo della dinamica liquorale. Gli osteopati lavorano in stretto connubio con i chirurghi, con una media di circa 300 pazienti l’anno, con le più disparate patologie. Una collaborazione che ha interessato profondamente il dott. Roberto Lo Piccolo, il quale ha parlato della conservazione dell’integrità anatomica attraverso la chirurgia mininvasiva, nel rispetto dei tessuti mediante minimi accessi: nell’addome con la laparoscopia, nel torace con la toracoscopia fino alla retroperitoneoscopia. Si tratta di un’evoluzione scientifica degli atti chirurgici, in cui gli occhi sono sostituiti da microcamere che magnificano l’immagine al chirurgo, che però nonostante l’avvento di tali tecnologie vede molteplici collaborazioni con il mondo osteopatico.

Successivamente hanno preso la parola gli osteopati Tommaso Ferroni, Direttore della Scuola di Osteopatia Pediatrica (SIOP), e Florinda Fracchiolla. I due hanno ringraziato la platea, descrivendo come la chirurgia sia sensibile all’interazione nel sostenere la salute piuttosto che cercare la patologia e quindi raccontando quanto sia difficile decidere a chi non somministrare l’osteopatia, ossia decidere a chi non far sostenere la salute. All’ospedale pediatrico Meyer, attraverso il software Galilelo, vengono aperte dai vari reparti le richieste di consulenze osteopatiche, che gli osteopati del Meyer prendono in carico. La dottoressa Fracchiolla ha esposto uno studio osservazionale monocentrico di tre anni, attualmente in corso, sull’efficacia del trattamento manipolativo osteopatico nei pazienti pediatrici di pertinenza neurochirurgica, basato su due obiettivi: tempi di degenza e l’efficacia del trattamento osteopatico attraverso il carico farmacologico somministrato al bisogno. I primi dati parziali su entrambi gli obiettivi mostrano risultati significativi e lo studio risulta sensibile anche alla gestione del dolore prima e dopo il trattamento.

Il Congresso è continuato tenendo sempre al centro l’importanza della ricerca mista alla fondamentale collaborazione tra tutti i reparti nel trattamento dei giovani pazienti, in particolare dei prematuri in ospedale, come sottolineato dall’osteopata Cerritelli. Il dott. Donniaquio che ha invece raccontato l’esperienza clinica al Week Hospital del Meyer, su un modello di osservazione palpatoria nell’ambito di un’importante casistica in via di svolgimento. La giornata si è conclusa con le relazioni degli osteopati Matteo Brasca, che ha esposto ancora sul trattamento dei prematuri all’ospedale di Varese e Raffaella Sala che ha portato le sue esperienze cliniche in ambito osteopatico con i bambini autistici ospitati nei centri preposti del Comune dei Milano. La dottoressa Chiara Fenaroli, osteopata del Meyer, e la dottoressa Federica Ferrero, direttore della Neonatologia dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, hanno introdotto le relazioni sull’osteopatia nell’ambito del prematuro, animandone le discussioni.

La seconda giornata congressuale ha visto come moderatore Andrea Manzotti, socio fondatore della SOMA, con i dott. Enrico Lombardi, Direttore della Broncopneumologia, e Nicola Pierossi, Otorinolaringoiatra e audiologo del Meyer, che hanno presentato il dottor Fabrizio Ferrari, Direttore della neonatologia del Policlinico di Modena, con una relazione sulla motilità del neonato prematuro. Ad esso si è agganciato il dott. Alfredo Boccaccino, Direttore sanitario e scientifico dell’Istituto Pio XXII, centro di eccellenza in Italia per la diagnosi, cura e riabilitazione in alta quota delle malattie respiratorie pediatriche, il quale ha elargito alla platea una lezione sull’asma legata all’iperreattività bronchiale e all’elasticità delle strutture che partecipano alla respirazione. Una relazione che ha voluto dare particolare risalto alla collaborazione con gli osteopati per il trattamento dell’asma col fine ultimo di ridurre la somministrazione di farmaci e rendere più efficaci i trattamenti. Ha poi proseguito il dott. Gianluca Lista dell’Ospedale Buzzi di Milano con una relazione sulla gestione della ventilazione e sul distress respiratorio del neonato pretermine e le interazioni con gli osteopati nella terapia intensiva. Infine il dott. Marco Romagnoli, otorinolaringoiatra, ha esposto la sua esperienza specialistica con l’osteopatia. A margine del congresso sono stati esposti sette progetti di ricerca che avevano come oggetto l’osteopatia in ambito ospedaliero, stimolando a proseguire su questi lavori come rimarcato dal dott. Federico Mussa, neurochirurgo del Meyer, il quale è intervenuto per arricchire l’esposizione di una ricerca sui bambini dislessici.

Il Congresso si è concluso con la premiazione dell’osteopatia Paolo Cucchetti, il quale ha vinto un contributo grazie allo studio randomizzato controllato sugli effetti del trattamento manipolativo osteopatico nei neonati pretermine, in relazione al sistema nervoso, respiratorio e gastrointestinale. L’intento del premio in denaro è di sostenere il follow-up futuro e di offrire l’aiuto necessario a sviluppare progetti meritevoli.

by V. Monterosso

Fonte: Surgical Tribune

L’osteopatia si incontra a Firenze

Tommaso Ferroni No Comments

Tommaso Ferroni, uno dei principali artefici ed organizzatori del primo convegno di osteopatia in ambito ospedaliero in Italia che si svolgerà a Firenze da domani fino a sabato 11 giugno, racconta come è nata la sua vocazione per la professione. L’osteopatia infatti permette nuovi stimolanti percorsi di cura, con possibili sinergie e collaborazioni con tutti gli altri rami del servizio sanitario nazionale.

Laureato in fisioterapia e scienze motorie, Tommaso Ferroni ha sempre cercato di affiancare i suoi pazienti nel modo più empatico possibile. Desiderio che l’ha spinto a riprendere gli studi con un percorso di 6 anni in osteopatia, e successivamente altri 3 di osteopatia pediatrica e 3 di osteopatia biodinamica. “Nella mia pratica quotidiana, prima del mio percorso osteopatico, sentivo che mancava qualcosa. Mi rendevo conto che non mi bastava osservare una patologia quando questa si manifestava, sentivo il bisogno di potenziare le risorse dei miei pazienti. Ed è questo che mi ha totalmente coinvolto nell’osteopatia, poiché permette di dare un sostegno alla salute complementare a tutte le professioni mediche.”

Tale approccio viene oggi insegnato in varie scuole in Italia, tra cui la SIOP – Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica a Firenze e la SOMA – Istituto Osteopatia di Milano, sotto la guida dell’osteopata Andrea Manzotti. Tra l’incontro di queste due realtà è nato il primo congresso in Italia che riunisce le esperienze di collaborazione tra gli osteopati e le varie strutture ospedaliere. Dal 9 all’11 giugno presso l’ospedale Meyer di Firenze si incontreranno specialisti di fama internazionale per narrare la loro esperienza con la pratica osteopatica. Tra i relatori spiccano Ernesto Burgio, Presidente del Comitato Scientifico di ISDE (International Society of Doctors for Environment); Alfredo Boccacino, Direttore Sanitario e Scientifico dell’Istituto Pio XII per diagnosi, cura e riabilitazione dell’Asma Infantile; Fabrizio Ferrari, Dottore in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia; Gianluca Lista Direttore S.C. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale presso l’Ospedale dei Bambini “Buzzi” a Milano, nonché molti specialisti dello stesso ospedale Meyer.

Un tema estremamente attuale, anche per via del disegno di legge in atto per dare una precisa connotazione alla professione al interno del sistema sanitario nazionale, dando dignità alla formazione osteopatica. “Diventando una figura certificata avremo modo di creare sinergie sempre più articolate all’interno del sistema sanitario nazionale” spiega Ferroni “L’osteopatia può diventare complementare a tutte le professioni mediche, andando a sostenere la capacità di autoregolarsi di tutti i pazienti, ricercando con loro le risorse intrinseche ogni essere umano. L’osteopata pone infatti l’attenzione sui meccanismi di regolazione del sistema nervoso autonomo, concentrandosi sul paziente al di là della sua possibile patologia, ma con un sostegno e un riequilibrio del suo intero organismo.”

by A. Genitori

Fonte: Surgical Tribune

1