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Archivio mensilemarzo 2016

L’osteopatia sempre più al servizio dei pazienti al Meyer: sinergie con l’urologia

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La collaborazione tra osteopatia e le varie specialità dell’ospedale AOU Meyer di Firenze è consolidato da anni e all’interno di esse vi è quella in ambito urogenitale. L’osteopatia oggi al Meyer è presente con quattro osteopati sotto contratto e cinque tirocinanti, i quali settimanalmente si muovono nei vari reparti e trattano i giovani pazienti. Il rinomato ospedale pediatrico fiorentino, centro di eccellenza con una casistica di operazioni tra le più importanti d’Europa, è anche il primo e tuttora unico in Italia con un ambulatorio di osteopatia convenzionato. Tra queste sinergie vi è quella tra il dott. Antonio Elia, che ha diretto per anni il centro di urologia dell’ospedale, e l’osteopata Mattia Cervato, tutor e docente della Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica –  SIOP.

Il dott. Elia, scoprendo il ruolo degli osteopati all’interno dell’ospedale, ha potuto constatare l’utilità del sostegno osteopatico alla salute dei bambini di pertinenza urologica. “Il miglioramento dei pazienti è stato quasi immediato” spiega il dott. Elia “Sono stati gli stessi genitori a dirmi che i bambini si rilassavano a tal punto da addormentarsi grazie al trattamento degli osteopati” La sensazione che scaturisce nel corso del trattamento porta il sistema neurovegetativo a riequilibrarsi, portando ad un benessere che può anche portare ad una riduzione del dolore percepito e favorire un livello di rilassatezza che può portare il bambino ad addormentarsi.

 

I dati collocano l’ospedale Meyer come quello con la maggior casistica andrologica d’Italia e tra le maggiori per le patologie urologiche. La chirurgia pediatria, compresa quella urogenitale determina una alterazione nella qualità dei tessuti. Tale alterazione può manifestarsi con densità alterate, il sostegno osteopatico ha il compito di equilibrare tali densità. Questo lavoro ha un effetto benefico su tutto il campo famigliare. “Il dolore post chirurgico è un aspetto di primaria importanza e coinvolge la percezione del bambino e di tutta la famiglia” spiega Mattia Cervato “Il rapporto con il piccolo paziente è prioritario, ma è importante impostare fin da subito una relazione positiva con tutti i componenti della famiglia.”

 

Al Meyer oggi è abitudine vedere gli osteopati girare per i corridoi ed entrare nelle stanze con un sorriso. “I risultati ottenuti dagli osteopati sono sotto gli occhi di tutti” rimarca il dott. Elia “Sono convinto che questa consapevolezza dovrebbe essere trasmessa ai pediatri di famiglia. Presso la nostra struttura ci occupiamo delle malformazioni dell’apparato genitale in pediatria. Siamo un centro di eccellenza non solo per le patologie trattate ma anche per la gestione del dolore, con una collaborazione tra reparti che ci ha permesso di abbassare il dosaggio dei farmaci anti dolorifici. A questa realtà, la complementarietà con l’osteopatia è un altro passo avanti per il benessere dei pazienti”. La collaborazione tra osteopatia e chirurgia che si sviluppa anche con collaborazioni in sala operatoria: “Grazie alla disponibilità del dott. Elia, personalmente, ho compreso molto della tecnica chirurgica effettuata, permettendomi di poter adeguare il trattamento al tipo di operazione svolta” spiega Cervato.

Una collaborazione decennale celebrata a Roma

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La Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica è lieta di presentare il corso su “La craniostenosi, trattamento chirurgico e approccio osteopatico” e “Le plagiocefalie posizionali, approccio manipolativo osteopatico”. L’appuntamento celebra i dieci anni di collaborazione tra l’osteopata e preside SIOP Tommaso Ferroni con il neurochirurgo Lorenzo Genitori. “La giornata sulle craniostenosi ci porterà a condividere questi 10 anni di esperienze” ha spiegato Tommaso Ferroni “Raccontiamo quale è la modalità di approccio, sia da un punto di visto chirurgico che il razionale del trattamento osteopatico, ossia il sostegno alla salute che diamo nel pre e post operatorio, nel preparare i tessuti e diminuire successivamente quello che è il dolore percepito.” Un pensiero condiviso anche da Lorenzo Genitori, il quale ha volute ricordare un lavoro partito da lontano che continua a dare i suoi frutti “In questi 10 anni abbiamo raggiunto dei risultati molto interessanti sia da un punto di vista scientifico sia nel migliorare l’assistenza nei nostri piccoli pazienti” ha spiegato Lorenzo Genitori “Sono in corso tre studi clinici approvati dal comitato etico che permetteranno di evidenziare l’effettiva efficacia del trattamento osteopatico nel migliorare la percezione del dolore post operatorio; di ridurre il carico il carico farmacologico; ridurre la degenza media; infine, migliorare l’outocom dei bambini.”

Un sodalizio che ha visto i due professionisti lavorare fianco a fianco e che saranno presenti nella giornata di sabato 23 marzo durante il seminario AOP3 a Roma – sede ICOMM Via Sant’Anna 15. “Questi 10 anni sono un sogno che si è avverato” ha voluto sottolineare Tommaso Ferroni “Abbiamo iniziato entrando in punta di piedi in un rapporto che ogni giorno cresce e si incrementa, con l’osteopatia presente in maniera crescente i tutti i dipartimenti dell’ospedale Meyer. Questa collaborazione tra osteopatia e una delle maggiori eccellenze italiane nella cura dei giovani pazienti ha portato ad importanti risultati, sia sul dolore percepito, ma non solo, come per esempio la riduzione dei tempi di degenza oppure la riduzione del carico farmacologico”. “Si è partiti con patologie specifiche (plagiocefalie e craniostenosi), arrivando oggi a poter avere un approccio molto più ampio” ha spiegato a sua volta Lorenzo Genitori “L’osteopatia oggi è applicata a quasi tutte le patologie di interesse neurochirurgico e non solo. Pensiamo di orientare la nostra ricerca nel trattamento dei disturbi della dinamica liquorale lavorando sempre in simbiosi”

L’evento è reso possibile grazie all’accordo tra SIOP e il PGO Institute, tra due realtà cardine nel panorama osteopatico pediatrico italiano, ed è stata fortemente voluta da Roberto Bonanzinga, D.O. ROI BI-D Direttore Scientifico e Satellite del Barral Institute Italia. Per l’occasione è stato deciso di aprire le porte a tutti gli interessati al fine di creare una importante rete di condivisione.

Nuove aule per la Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica

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È un 2018 carico di novità quello che vede la SIOP essere sempre più protagonista al fianco dell’ospedale AOU Meyer e soprattutto degli osteopati che con noi hanno deciso di intraprendere un percorso di apprendimento focalizzato al sostegno alla salute dei nostri giovani pazienti. In un momento storico fondamentale per l’osteopatia abbiamo colto la necessità di fornire servizi sempre migliori per permettere una crescita costante degli studenti, con da una parte un’offerta didattica in continua evoluzione con l’aggiunta di opinion leader da tutta Italia, ma senza dimenticare la logistica con una serie di accordi che hanno permesso la creazione di una rete a sostegno di studenti e professori.

In tale ottica, dopo l’accordo con il Campus del Meyer per gli studenti del Master in Osteopatia e Neuroscienze, è la volta degli studenti della scuola triennale di osteopatia pediatrica che da oggi potranno usufruire delle aule e dei servizi offerti dall’Istituto Avventista “Villa Aurora” – via del Pergolino 12, Firenze. Per quanto riguarda i servizi accessori, quali alloggio e vitto, l’Istituto detiene due strutture ricettive, dove è possibile anche per allievi e docenti del Master di inoltrare richieste di prenotazione (info@villaaurora.it) a partire da 10 gg. prima dell’inizio delle lezioni del corso, che verranno soddisfatte secondo disponibilità.

Grazie alla partnership tra SIOP e Istituto Avventista il prezzo riservato al giorno è di € 40,00 la singola o uso singola, ed € 65,00 la doppia, oltre alla tassa di soggiorno comunale (dal 2018 € 2,00 al giorno a persona per max. 7 gg.). Detti importi comprendono anche la prima colazione (www.casaurora.it).

Sempre all’interno del campus insiste una mensa universitaria privata dove è possibile consumare i pasti (ivi compresa la prima colazione) in modalità di distribuzione al bancone in orari prestabiliti:

Colazione 07:30-07:45 (sab.-dom. 08:30-08:45)

Pranzo 13:15-13:35

Cena 19:00-19:20 (ven. 18:30-18:45)

La cucina è di tipo lacto-ovo-vegetariana con possibilità di piatti vegani (su prenotazione). Trattandosi di mensa privata anche per i pasti è necessaria la prenotazione dal lunedì al venerdì entro le ore 10.00. Il costo è di € 9,00 per il pranzo ed € 8,00 per la cena (per accedere è necessario preacquistare un tesserino presso la contabilità dell’Istituto).

 

Da oggi l’osteopatia è ufficialmente riconosciuta dallo Stato italiano

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Cari colleghi,
oggi è un giorno speciale, uno di quelli che segna la storia della nostra amata disciplina e che sarà ricordato sui libri di storia dell’osteopatia.
Oggi 22 dicembre 2017, alle ore 11.23, l’osteopatia è ufficialmente riconosciuta dallo Stato Italiano.

Siamo coscienti che non è il punto di arrivo, tanti ostacoli si presenteranno ancora perché il riconoscimento sia pienamente conforme alle nostre aspettative, ma certamente partiamo da un altro livello.

Il Parlamento ha finalmente stabilito che l’osteopatia esiste ed è individuata come professione sanitaria. Da questo punto non si torna più indietro. Potremo frequentare gli ospedali ed essere inquadrati non più occasionalmente, come già successo diverse volte in Italia, ma a pieno titolo.

Ci sarà ancora tanto da lavorare per definire la inevitabile sanatoria che tuteli migliaia di osteopati, per la definizione degli aspetti formativi futuri, per la ridefinizione di quanto concerne gli aspetti fiscali e dell’aliquota IVA, così come per la formazione dell’albo e soprattutto degli aspetti pensionistici. Ma il pezzo più ripido della salita è fatto.

Per anni l’osteopatia non è stata considerata dal mondo sanitario, ma “sopportata”; diversi sono stati i colleghi portati in tribunale per abuso della professione medica, e questo per il facile fraintendimento che il nostro operato può generare in quanti non conoscono l’osteopatia e i suoi princìpi. Ciononostante ne siamo usciti sempre vincenti.
In tutti questi anni siamo stati sempre in un limbo: in tribunale non si poteva dire che fossimo osteopati, ma neanche che non lo fossimo.

Tanti colleghi avrebbero preferito rimanere in questa condizione, ma ormai era impensabile che lo Stato, visto il numero crescente di osteopati, non intervenisse per regolamentare il fenomeno; per cui era impensabile non partecipare alla stesura della legge.

Certo la versione uscita dal Senato era più soddisfacente, ma vista la piega che si stava prendendo alla Camera, possiamo ritenerci soddisfatti del risultato, anche perché lascia la porta aperta ancora a tutte le nostre richieste.

Oggi però è il momento di festeggiare e di godersi questo successo che a nostro avviso è stato determinato da due fattori prevalenti:

  1. il credito che l’osteopatia italiana ha saputo guadagnarsi e non solo per i benefici indotti a migliaia e migliaia di pazienti, ma anche l’ottimo lavoro fatto negli ospedali e nelle numerosissime collaborazioni con la classe medica (in questa pagina raccogliamo tutte collaborazioni osteopatiche negli ospedali);
  2. l’impegno e la capacità politica dimostrata dalla presidente Paola Sciomachen per nome e per conto del direttivo Roi e dei tanti osteopati che si sono impegnati politicamente per raggiungere il riconoscimento.

Vale la pena di ricordare che sin dal momento dell’elezione, obiettivo principale dichiarato del consiglio direttivo del Roi è stato il riconoscimento dell’osteopatia, e forse neanche loro si aspettavano di poterlo raggiungere in tempi politici così brevi.
Il lavoro è stato immane perché questa partita non si è giocata con le regole dello sport o della fisiologia a noi più familiari e leali, ma con quelle della politica, che non ha regole, pertanto è servita massima attenzione e pazienza certosina, oltre che scelte strategiche giornaliere per non essere travolti.

Su queste scelte, una grande mano ci è stata data da un’agenzia romana che ha avuto proprio il compito di aiutarci a districarci nei meandri dei palazzi del potere, anche se a nostro avviso le capacità politiche e la gentilezza della Presidente hanno pesato fortemente sul risultato finale.
Un risultato che comunque non si sarebbe potuto raggiungere se ogni collega non avesse fatto la sua parte: da chi aveva in trattamento la De Biase, a chi ha solo inviato un twitter con la mitica scritta *osteopatiricocnosciuti per sostenere la causa.

Come sempre succede nelle vittorie di squadra, la nostra Paola Schiomachen può a pieno titolo alzare la coppa come capitano, tanti potranno meritatamente fare il giro di campo e baciarla (la coppa) ma tutti si
dovranno alzare a battere le mani. Anche i tifosi delle altre squadre.

Vediamo ora cosa dice nello specifico il testo

Di seguito gli articoli che ci riguardano: art. 7 che fa riferimento specificatamente all’osteopatia e l’art. 6 che è il percorso necessario per il riconoscimento delle professioni sanitarie.
Ricordiamo in questa sede che l’art. 6 è stato introdotto grazie alle nostre istanze e modifica la procedura precedente con cui si potevano riconoscere delle nuove professioni sanitarie.

In forza dell’articolo 7 noi abbiamo superato un passaggio e veniamo individuati già come professione sanitaria; ora nell’arco di tre mesi, come è specificato, la questione deve essere discussa nella Conferenza Stato Regioni poiché le questioni sanitarie interessano direttamente le Regioni.

La commissione ha già indicato le date per il 2018 e cioè 11 gennaio, 8 febbraio, 22 febbraio, 8 marzo (giornata delle donne) o 21 marzo (primo giorno di primavera). In quella seduta noi dovremo dimostrare anche grazie alle CORE competence su cui abbiamo lavorato in questi anni, che la nostra professione si occupa del potenziamento della salute e come tale non interferisce con nessuna professione sanitaria esistente.
Saranno inoltre stabilite in quella sede come prevede il l’art. 7 comma 2, l’ambito di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni dell’osteopata, i criteri di valutazione dell’esperienza professionale nonché i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti.

Superato questo ostacolo come previsto sempre dall’art. 7.2 “Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, sono definiti l’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia e in chiropratica nonché gli eventuali percorsi formativi”.

Articolo 7

(Individuazione e istituzione delle professioni sanitarie dell’osteopata e del chiropratico)

1. Nell’ambito delle professioni sanitarie sono individuate le professioni dell’osteopata e del chiropratico, per l’istituzione delle quali si applica la procedura di cui all’articolo 5, comma 2, della legge 1° febbraio 2006, n. 43, come sostituito dall’articolo 6 della presente legge.

2. Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti l’ambito di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni dell’osteopata e del chiropratico, i criteri di valutazione dell’esperienza professionale nonché i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, sono definiti l’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia e in chiropratica nonché gli eventuali percorsi formativi integrativi.

Articolo 6

(Modifica dell’articolo 5 della legge 1° febbraio 2006, n. 43)

1. L’articolo 5 della legge 1° febbraio 2006, n. 43, è sostituito dal seguente:

«Art. 5. – (Individuazione e istituzione di nuove professioni sanitarie). 1. L’individuazione di nuove professioni sanitarie da comprendere in una delle aree di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 10 agosto 2000, n. 251, il cui esercizio deve essere riconosciuto in tutto il territorio nazionale, avviene in sede di recepimento di direttive dell’Unione europea ovvero per iniziativa dello Stato o delle regioni, in considerazione dei fabbisogni connessi agli obiettivi di salute previsti nel Piano sanitario nazionale o nei Piani sanitari regionali, che non trovino rispondenza in professioni già riconosciute, ovvero su iniziativa delle associazioni professionali rappresentative di coloro che intendono ottenere tale riconoscimento. A tal fine, le associazioni interessate inviano istanza motivata al Ministero della salute, che si pronuncia entro i successivi sei mesi e, in caso di valutazione positiva, attiva la procedura di cui al comma 2.

2. L’istituzione di nuove professioni sanitarie è effettuata, nel rispetto dei princìpi fondamentali stabiliti dalla presente legge, previo parere tecnico-scientifico del Consiglio superiore di sanità, mediante uno o più accordi, sanciti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e recepiti con decreti del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.

3. Gli accordi di cui al comma 2 individuano il titolo professionale, l’ambito di attività di ciascuna professione, i criteri di valutazione dell’esperienza professionale nonché i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, è definito l’ordinamento didattico della formazione universitaria per le nuove professioni sanitarie individuate ai sensi del presente articolo.

4. La definizione delle funzioni caratterizzanti le nuove professioni sanitarie avviene evitando parcellizzazioni e sovrapposizioni con le professioni già riconosciute o con le specializzazioni delle stesse».

Qui il calendario delle sedute della Conferenza Stato-Regioni per il periodo gennaio-luglio 2018.

Fonte articolo www.tuttosteopatia.it

Osteopatia sempre più presente in sala operatoria

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L’osteopatia a Firenze è sempre più presente all’interno dell’ospedale AOU Meyer, permettendo ai professionisti di poter sostenere la salute dei giovani pazienti. Intorno alla scuola di Osteopatia Pediatrica (SIOP) si sta evolvendo un gruppo di osteopati che giornalmente affianca medici e pazienti affinando la loro presenza all’interno della struttura. Ricordiamo che il Meyer nel 2011 è stato il primo e unico ospedale italiano ad allestire un ambulatorio di osteopatia pediatrica in regime di convenzione.

Il percorso virtuoso tra osteopati e medici ha aperto ai giovani osteopati della scuola la possibilità di poter accedere in sala operatoria con l’opportunità unica di poter osservare le reazioni tessutali durante l’intervento in risposta all’atto chirurgico. Tale presenza ha nel tempo creato una sinergia tra osteopati e chirurghi, come spiega il direttore della scuola Tommaso Ferroni: “All’inizio del percorso è stato importante per noi e per i giovani studenti imparare a stare in sala operatoria, con la giusta concentrazione e una centratura neutra. Essere accettati dai chirurghi è stato per noi un grandissimo successo, sia per la possibilità di poter imparare di più sull’opera dei professionisti del AOU Meyer ma anche per poter offrire il massimo sostegno alla salute dei bambini prima e dopo l’operazione.

Collaborazione che negli anni non ha mai smesso di affinarsi, con una presenza sempre più attiva dell’osteopatia in sala operatoria. Un rapporto in crescita con tutte le aree della medicina, ma che continua a avere come centro l’unità neurochirurgica diretta da Lorenzo Genitori che, nelle ultime settimane, ha dato il consenso ad un approccio osteopatico durante gli interventi: “Ovviamente il paziente sotto anestesia non percepisce il dolore, ma il tessuto ha una reazione di difesa, di fuga dall’atto chirurgico, ben evidente.” spiega Tommaso Ferroni “Se prima la presenza degli osteopati formati in sala operatoria era puramente di osservazione, nelle ultime settimane mi è stata data la possibilità di poter sostenere attivamente i pazienti durante l’atto chirurgico”.

Le sale operatorie del Meyer sono dotate di apparecchi in grado di rilevare l’attività di nocicettiva, che misurano il grado di sofferenza dei tessuti. Lo studio che è in fase di sviluppo permetterà di monitorare la variazione relativa alla nocicezione mentre il paziente è sostenuto a livello osteopatico. “L’interesse del trattamento osteopatico durante la procedura chirurgica è dato dal fatto che in anestesia generale il paziente presenta una ipofunzione della corteccia cerebrale” spiega Lorenzo Genitori, neurochirurgo dell’AOU Meyer “In questo stato l’attività osteopatica non ha l’effetto placebo che potrebbe avere in un paziente cosciente. Si tratta di uno studio preliminare che andrà consolidate sulla base di dati scientifici, che potrebbe aprire le porte ad una nuova validazione del trattamento osteopatico.

La sinergia tra medici e osteopati però non finisce qui: è in attesa di approvazione un’altra importante conquista per l’osteopatia: “In questi anni abbiamo osservato la posizione dei chirurghi durante i lunghi interventi” osserva Tommaso Ferroni “Abbiamo quindi studiato e raccolto informazioni circa le difficili posture alla quali sono costretti, anche per molti interventi durante una singola giornata. Questo ci ha portato a offrire un trattamento osteopatico per i professionisti tra i vari interventi chirurgici ed è in atto una valutazione per poter allestire, nei pressi delle sale operatore, un ambulatorio dedicato per poter offrire un trattamento non solo per i pazienti ma specifico per tutti i professionisti sanitari.

Ferroni e Gentiloni

Chirurgia e osteopatia durante il Congresso “Fascial Crossroads”

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Si è concluso da poco il Congresso Internazionale Fascial Crossroads che ha visto confrontarsi a Roma un élite di esperti sulla terapia manuale. Il Congresso Fascial Crossroads è stato ideato dal Barral Institute Italia, grazie alla spina di Roberto Bonanzinga. Tra gli invitati Lorenzo Genitori e Tommaso Ferroni, neurochirurgo e osteopata della Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica.

Fascial Crossroads ha realizzato un progetto di cui tutti facciamo parte: incrociare le competenze per il fine ultimo del sostegno alla salute. Grazie a tutti voi per averlo reso possibile” con questa parole di Roberto Bonanzinga troviamo il senso e l’importanza che il Congresso ha avuto per molti osteopati e sostenitori della salute nel panorama italiano. 

Un momento importante di condivisione ma soprattutto di confronto per molti specialisti che in quei giorni hanno potuto imparare a conoscersi e a scambiarsi idee e opinioni.

Tra di esse uno dei più amati professori della Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica, il neurochirurgo Lorenzo Genitori, che in più di un’occasione ha accolto gli studenti in sala operatoria per farli assistere e soprattutto per condividere la sua immensa esperienza: “Noi non conoscevamo l’osteopatia ed è stata la curiosità scientifica che ci ha portato ad aprirci a questa alternativa, andando poi a scoprirne gli effetti in quanto siamo poi tutti diventati pazienti degli osteopati!” ha dichiarato con un sorriso Lorenzo Genitori “La filosofia del trattamento dei disturbi della dinamica liquorale è il timing: i disturbi vanno intercettati.

Dobbiamo prevenire ed eventualmente riparare” ha inoltre spiegato alla platea presente il famoso Neurochirurgo pediatrico, che durante il congresso ha mostrato alcune foto pre e post procedure endoscopiche senza protesi.”;eccesso di confidenza è quello che crea complicanze.

Bisogna imparare a essere il più multidisciplinare possibile ed in quest’ottica il ruolo degli osteopati nel percorso di cura è importantissimo “Ho conosciuto il dott. Genitori alcuni anni fa presso l’ospedale Meyer di Firenze ed è partita una collaborazione che nel tempo si è ingrandita creando una sinergia che ha portato gli osteopati a poter collaborare con vari reparti dell’ospedale fiorentino” ha spiegato l’osteopata Tommaso FerroniNel 2011 è stato creato il primo ambulatorio di osteopatia e credo ancora unico nel nostro paese in regime di convenzione. Negli anni inoltre è stata portata avanti una ricerca scientifica che ci ha permesso di poter confrontarci e di portare avanti uno studio con una casistica riguardante oltre 800 bambini. Si tratta di uno studio triennale che è stato reso possibile dal sostegno di Cariparma” ha dichiarato Tommaso Ferroni, che ha inoltre annunciato la pubblicazione della ricerca per il 30 novembre di quest’anno.

Una pubblicazione che è il preludio di un nuovo slancio della ricerca osteopatica presso l’ospedale Meyer grazie alla SIOP, con due nuovi studi in corso d’opera.

“La nostra collaborazione nasce da un input osteopatico, noi neurochirurghi non conoscevamo assolutamente questa materia” ha aggiunto Lorenzo Genitori “Fin da subito abbiamo iniziato un percorso scientifico verificando i risultati. Validando i risultati dell’approccio osteopatico, iniziando dalla valutazione del dolore post operatorio, con un secondo punto sul carico farmacologico, con un ultimo punto riguardante sulla qualità della vita percepita dalla famiglia”. Tra le ricerche in corso d’opera nata dalla collaborazione tra osteopati e neurochirurghi vede inoltre in corso d’opera una ricerca sulla craniostenosi:

La nuova ricerca sulle craniostenosi è basata sul fatto che nel nostro istituto le craniostenosi sono trattate in maniera mini invasiva” ha spiegato il prof. Genitori “Questo porta ad una diminuzione dei tempi di ospedalizzazione, delle perdite ematiche e delle complicanze. L’approccio osteopatico dopo l’intervento chirurgico aiuta ad ottenere il miglior risultato estetico e funzionale

scuola italiana osteopatia pediatrica

Come riconoscere una craniostenosi: Master in Osteopatia e Neuroscienze

Tommaso Ferroni No Comments

Sempre di più l’osteopata è uno dei primi baluardi della salute. Come osteopati di uno dei più importanti ospedali pediatrici d’Italia viviamo ogni giorno a stretto contatto con i bambini e genitori. E in questi anni abbiamo assistito ad una straordinaria trasformazione. Circa 10 anni fa l’Osteopatia muoveva i primi passi all’interno dell’AOU Meyer di Firenze e quando ci affacciavamo alle stanzette dei bambini ricoverati, la maggior parte delle persone non aveva idea di cosa facessimo e dovevamo passare una gran parte del trattamento a spiegare come attraverso tocchi delicati potevamo sostenere la Salute dei Bambini. Oggi le percentuali fra chi conosce la nostra Medicina Manuale e chi non la conosce si sono invertite, la maggior parte sa cosa siamo e spesso ci accoglie con entusiasmo. Questo dato da una parte ci ha semplificato sulle spiegazioni iniziali, dall’altra ci pone un problema che si manifesta sempre più sovente: il ritardo di inquadramento in alcuni percorsi sanitari.

Foto di un congresso di Osteopatia presso Meyer di Firenze

DO Marcello Marasco una giornata con noi al meyer

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Al quinto seminario del Corso di Osteopatia e Neuroscienze, presso l’AOU Meyer di Firenze, dedicato alla Sindrome di Chiari ed ai Disrafismi della Colonna vertebrale, organizzato dalla Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica, diretta dal DO Tommaso Ferroni, abbiamo avuto il piacere di ospitare il collega ed amico DO Marcello Marasco, direttore didattico della scuola di osteopatia AbeOS.

L’opportunità di poter osservare 2 interventi chirurgici di altissimo profilo tecnico neurochirurgico, condotti dai dottori Lorenzo Genitori e Federico Mussa e di assistere ad una lezione teorica sulla Sindrome di Chiari, tenuta dal dottor Federico Mussa, sono stati motivo di grande soddisfazione per il DO Marasco.

Osteopatia e Sostegno della Salute

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Ad Ottobre 2016 parte il nuovo corso di osteopatia sulle “VIE DELLA RESPIRAZIONE PRIMARIA“, nato dalla collaborazione e dall’amicizia di due osteopati: Tommaso Ferroni e Guglielmo Donniaquio.

Osteopatia e Sostegno della Salute Scheda Iscrizione

Lido di Camaiore
30 luglio 2016

TF & GD


Gli incontri saranno tre ad anno con rilascio di diploma di partecipazione alla fine del triennio dopo revisione e presentazione di tesi.

Il corso si svilupperà su tre giornate, giovedì, venerdì e sabato:

Orari

  • la prima dalle ore 9,00 alle ore 18,30 con 1 ora per pranzare
  • la seconda dalle ore 9,00 alle ore 18,30 con 1 ora per pranzare
  • la terza dalle ore 9,00 alle ore 13,30

 

Giorni

  • primo giovedi, venerdi e sabato di ottobre
  • secondo giovedi venerdi e sabato di marzo
  • ultimo giovedi, venerdi e sabato di maggio
Il costo di ciascun seminario sarà di euro 500 più IVA.
Il Corso di svolgerà presso K A I R Ò S
Osteopatia e Medicine Integrate
www.kairos-osteopatia.it
Viale Pistelli, 128
Lido di Camaiore
20 allievi diplomati osteopati

Il corso vuole sviluppare una formazione, attraverso una didattica teorica e pratica, che permetta di osservare e sondare i meccanismi della salute e come aiutarla ad esprimersi.

Osservare come si instaurano le disfunzioni, come recidivano e come possiamo sostenere la capacità di integrazione.

Autointegrazione vista come Principio di Salute

La finalità vera è costruire una Scuola Italiana di Osteopatia Biodinamica, che rimetta in discussione tutta la nostra tradizione, spingendo l’Osteopatia sempre più nel futuro.

Per ottenere queste finalità abbiamo bisogno di un percorso triennale basato su 9 incontri e di 20 allievi che siano in questa sintonia, ci sarà molto da imparare e molto da fare ma soprattutto lavoreremo sulla Presenza dell’Operatore.

Il mutamento che chiediamo è quello dello spostare la nostra condizione del Fare a quella dell’Essere.
Solo così si può dialogare con la Salute.

Foto di un congresso di Osteopatia presso Meyer di Firenze

Il primo congresso sull’osteopatia si rivela un successo

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Si è svolto all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze il primo Congresso di Osteopatia in ambito ospedaliero, nato dalla collaborazione tra le scuole di osteopatia SOMA e SIOP. Ad aprire i lavori il Direttore Generale Alberto Zanobini ed il Direttore Sanitario Francesca Bellini, che hanno sottolineato l’importanza che la presa in carico della salute e della qualità di vita dei bambini del Meyer sia globale e la centralità della funzione innovatrice con l’osteopatia sempre più integrata nella sua formazione e dimensione interdisciplinare con un alto gradimento delle famiglie verso l’ambulatorio di osteopatia.

I vari relatori congressuali, in una sala gremita di professionisti e giovani osteopati, si sono alternati sul palco guidati dai moderatori Patrizio Fiorini, direttore della Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’ospedale Meyer, Massimo Valente direttore di Tuttosteopatia, del dott. Resti e dell’osteopata Marco Gori. Il Dottor Ernesto Burgio ha esordito spiegando come l’epigenetica possa analizzare l’ambiente che può a sua volta condizionare il neuro-sviluppo del bambino. Successivamente, il Dottor Lorenzo Genitori ha raccontato la proficua collaborazione tra neurochirurgia e osteopatia al Meyer, specie nelle patologie intracraniche che causano nel bambino un disturbo della dinamica liquorale. Gli osteopati lavorano in stretto connubio con i chirurghi, con una media di circa 300 pazienti l’anno, con le più disparate patologie. Una collaborazione che ha interessato profondamente il dott. Roberto Lo Piccolo, il quale ha parlato della conservazione dell’integrità anatomica attraverso la chirurgia mininvasiva, nel rispetto dei tessuti mediante minimi accessi: nell’addome con la laparoscopia, nel torace con la toracoscopia fino alla retroperitoneoscopia. Si tratta di un’evoluzione scientifica degli atti chirurgici, in cui gli occhi sono sostituiti da microcamere che magnificano l’immagine al chirurgo, che però nonostante l’avvento di tali tecnologie vede molteplici collaborazioni con il mondo osteopatico.

Successivamente hanno preso la parola gli osteopati Tommaso Ferroni, Direttore della Scuola di Osteopatia Pediatrica (SIOP), e Florinda Fracchiolla. I due hanno ringraziato la platea, descrivendo come la chirurgia sia sensibile all’interazione nel sostenere la salute piuttosto che cercare la patologia e quindi raccontando quanto sia difficile decidere a chi non somministrare l’osteopatia, ossia decidere a chi non far sostenere la salute. All’ospedale pediatrico Meyer, attraverso il software Galilelo, vengono aperte dai vari reparti le richieste di consulenze osteopatiche, che gli osteopati del Meyer prendono in carico. La dottoressa Fracchiolla ha esposto uno studio osservazionale monocentrico di tre anni, attualmente in corso, sull’efficacia del trattamento manipolativo osteopatico nei pazienti pediatrici di pertinenza neurochirurgica, basato su due obiettivi: tempi di degenza e l’efficacia del trattamento osteopatico attraverso il carico farmacologico somministrato al bisogno. I primi dati parziali su entrambi gli obiettivi mostrano risultati significativi e lo studio risulta sensibile anche alla gestione del dolore prima e dopo il trattamento.

Il Congresso è continuato tenendo sempre al centro l’importanza della ricerca mista alla fondamentale collaborazione tra tutti i reparti nel trattamento dei giovani pazienti, in particolare dei prematuri in ospedale, come sottolineato dall’osteopata Cerritelli. Il dott. Donniaquio che ha invece raccontato l’esperienza clinica al Week Hospital del Meyer, su un modello di osservazione palpatoria nell’ambito di un’importante casistica in via di svolgimento. La giornata si è conclusa con le relazioni degli osteopati Matteo Brasca, che ha esposto ancora sul trattamento dei prematuri all’ospedale di Varese e Raffaella Sala che ha portato le sue esperienze cliniche in ambito osteopatico con i bambini autistici ospitati nei centri preposti del Comune dei Milano. La dottoressa Chiara Fenaroli, osteopata del Meyer, e la dottoressa Federica Ferrero, direttore della Neonatologia dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, hanno introdotto le relazioni sull’osteopatia nell’ambito del prematuro, animandone le discussioni.

La seconda giornata congressuale ha visto come moderatore Andrea Manzotti, socio fondatore della SOMA, con i dott. Enrico Lombardi, Direttore della Broncopneumologia, e Nicola Pierossi, Otorinolaringoiatra e audiologo del Meyer, che hanno presentato il dottor Fabrizio Ferrari, Direttore della neonatologia del Policlinico di Modena, con una relazione sulla motilità del neonato prematuro. Ad esso si è agganciato il dott. Alfredo Boccaccino, Direttore sanitario e scientifico dell’Istituto Pio XXII, centro di eccellenza in Italia per la diagnosi, cura e riabilitazione in alta quota delle malattie respiratorie pediatriche, il quale ha elargito alla platea una lezione sull’asma legata all’iperreattività bronchiale e all’elasticità delle strutture che partecipano alla respirazione. Una relazione che ha voluto dare particolare risalto alla collaborazione con gli osteopati per il trattamento dell’asma col fine ultimo di ridurre la somministrazione di farmaci e rendere più efficaci i trattamenti. Ha poi proseguito il dott. Gianluca Lista dell’Ospedale Buzzi di Milano con una relazione sulla gestione della ventilazione e sul distress respiratorio del neonato pretermine e le interazioni con gli osteopati nella terapia intensiva. Infine il dott. Marco Romagnoli, otorinolaringoiatra, ha esposto la sua esperienza specialistica con l’osteopatia. A margine del congresso sono stati esposti sette progetti di ricerca che avevano come oggetto l’osteopatia in ambito ospedaliero, stimolando a proseguire su questi lavori come rimarcato dal dott. Federico Mussa, neurochirurgo del Meyer, il quale è intervenuto per arricchire l’esposizione di una ricerca sui bambini dislessici.

Il Congresso si è concluso con la premiazione dell’osteopatia Paolo Cucchetti, il quale ha vinto un contributo grazie allo studio randomizzato controllato sugli effetti del trattamento manipolativo osteopatico nei neonati pretermine, in relazione al sistema nervoso, respiratorio e gastrointestinale. L’intento del premio in denaro è di sostenere il follow-up futuro e di offrire l’aiuto necessario a sviluppare progetti meritevoli.

by V. Monterosso

Fonte: Surgical Tribune

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