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Osteopatia e Neuroscienze

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Su Il Fatto Quotidiano l’intervista a Tommaso Ferroni

Su Il fatto quotidiano l’intervista a Tommaso Ferroni, direttore di SIOP, per parlare del ruolo dell’Osteopatia Pediatrica presso l’AOU Meyer di Firenze, ospedale dove Ferroni e il suo staff lavorano da molti anni a stretto contatto con i vari dipartimenti,  in particolare quello di neurochirurgia.

L’articolo completo, riportato di seguito, può essere letto a questo link: Il Fatto Quotidiano – Intervista a DO Tommaso Ferroni su osteopatia al Meyer 

(https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/08/05/osteopatia-pediatrica-tommaso-ferroni-del-mayer-di-firenze-sempre-piu-genitori-si-rivolgono-a-noi-dopo-il-parto-ecco-tutti-i-benefici-per-neonati-e-bambini/6281047/)

Osteopatia pediatrica, Tommaso Ferroni del Mayer di Firenze: “Sempre più genitori si rivolgono a noi dopo il parto, ecco tutti i benefici per neonati e bambini”
di Ennio Battista, 5 agosto 2021

Nell’ospedale fiorentino, un’eccellenza nel nostro panorama sanitario italiano, gli osteopati specializzati sono a stretto contatto con i vari dipartimenti, in particolare quello di neurochirurgia.

C’è una terapia manuale sempre più richiesta dagli italiani e proposta, caso unico in Italia, da un ospedale pubblico pediatrico. È l’osteopatia pediatrica. L’ospedale è il Meyer di Firenze. Tutto iniziò circa 13 anni fa, quando l’osteopata Tommaso Ferroni andò a presentarsi all’allora Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dottor Lorenzo Genitori, proponendogli una collaborazione per le problematiche relative alle deformità craniche posturali dei bambini. Da allora il cammino è stato un susseguirsi di impegni crescenti al sostegno della salute di tutti i bambini ricoverati, dapprima nell’Unità Operativa di Neurochirurgia, poi in tutti gli altri ambiti dell’ospedale pediatrico.

I primi dati rilevati dal 2009 al 2011 mostrarono risultati molto incoraggianti nella valutazione dei dati: dolore percepito, tempi di degenza e riduzione del carico farmacologico. Questi dati resero possibile che si avverasse un sogno: nel dicembre 2011 fu inaugurato il primo, e ancora unico in Italia, Ambulatorio di Osteopatia in regime di convenzione.

Nel 2015 Ferroni e il suo gruppo hanno avviato percorsi didattici per formare osteopati che abbiano come obiettivo lavorare al sostegno della salute dei bambini. In questo periodo sono stati condotti tre progetti di ricerca: “valutazione del dolore, tempi di degenza e carico farmacologico nei bambini di pertinenza neurochirugica”, “impatto del trattamento manipolativo osteopatico nei pazienti affetti da Talassemia Major”, “valutazione su dolore percepito e questionario sulla qualità della vita in bambini operati di appendicectomia”. A Tommaso Ferroni abbiamo rivolto alcune domande su questa interessante prospettiva terapeutica.

Ferroni, che cos’è l’osteopatia?

“È una professione sanitaria incentrata sulla Salute delle persone, basata su un approccio integrato e complementare alla medicina tradizionale. L’osteopata, grazie a tecniche specifiche, stimola il sistema fisiologico di autoregolazione, affinché i sistemi (circolatorio, respiratorio, neurologico, fasciale, muscolo-scheletrico), funzionino al meglio della loro potenzialità, regolando così il normale funzionamento dell’organismo”.

Quando è stata riconosciuta come disciplina in Italia?

“Dopo un faticoso iter burocratico, l’osteopatia è stata riconosciuta nel nostro Paese come professione sanitaria il 24 giugno 2021”.

Nel 2011 è stato inaugurato il primo e unico Ambulatorio di Osteopatia Pediatrica in Italia, in regime di convenzione, presso il Meyer

“Il progetto negli anni ha avuto molto successo ed è oggi una realtà consolidata che vanta numeri importanti, i pazienti totali trattati hanno superato il migliaio con oltre 5000 trattamenti eseguiti ed è andato avanti anche in tempo di Covid con tutte le misure di sicurezza. L’ambulatorio è aperto a tutti i bambini e ragazzi fino a 18 anni, residenti nella Regione Toscana, non necessariamente ricoverati, per i quali non è obbligatorio, come per tutte le Medicine Complementari in Toscana, che sussista una prescrizione medica. È sufficiente contattare il CUP del Meyer e richiedere una prestazione di “visita osteopatica”.

Perché l’osteopatia viene utilizzata in pazienti neonati e bambini?

“Sempre più genitori si rivolgono a noi per alleviare le tensioni meccaniche emerse prima e durante il parto. Sia in caso di parto naturale o cesareo è opportuno fare una valutazione e/o un trattamento osteopatico, già a partire dalle prime settimane di vita. Nel primo caso le deformità del cranio dovute alla posizione intrauterina (particolare attenzione ai parti gemellari) o all’atto dell’espulsione, possono non riassestarsi completamente. L’alterazione della mobilità delle ossa craniche, oltre alle caratteristiche di forma cranica, può determinare disfunzioni nel tempo sul sistema visivo, masticatorio e otorinolaringoiatrico”.

L’osteopatia può agire come approccio preventivo?

“Sì, per esempio nel neonato a termine, previene eventuali complicanze che possono ritardare un corretto sviluppo del corpo dovute a un travaglio eccessivamente lento o troppo veloce. Nel neonato prematuro, invece, l’osteopata sostiene e favorisce le funzioni legate all’apparato respiratorio, digerente, motorio e neurologico”.

In quali casi terapeutici intervenite in modo efficace?

“Il trattamento è indicato in molti ambiti. Nella difficoltà di suzione al seno materno, nelle plagiocefalie posizionali (si tratta di un’alterazione cranica acquisita che porta a una struttura asimmetrica della testa nel suo insieme), nelle coliche gassose, rigurgiti e reflussi frequenti, stipsi, disturbi del sonno, otiti frequenti, torcicollo congenito, deficit posturali, irritabilità”.

Quali problemi funzionali possono incontrare i bambini nell’età evolutiva?

“Per favorire le tappe evolutive, oltre ai casi già menzionati, sempre più genitori si rivolgono all’osteopata pediatrico in presenza di dolori osteoarticolari e muscolo tendinei tipici dell’accrescimento; nei deficit neurocoordinativi, difficoltà nell’apprendimento scolastico, squilibri posturali, deglutizione atipica, mal di pancia e mal di testa”.

Per svolgere un’attività di contatto con pazienti così piccoli, è evidente sia necessaria non solo una preparazione tecnica.

“Trattare i bambini con l’approccio osteopatico richiede competenze specifiche, profonde conoscenze in ambito medico scientifico, ma anche un gran lavoro su se stessi, basato su pratiche di centratura, di consapevolezza, di meditazione per entrare in risonanza con i bambini e le loro famiglie”.



SIOP Magazine: Il bilancio dell’anno 2020 – PRIMA EDIZIONE

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Lezione online SIOP: deformità craniche e trattamento osteopatico

Si terrà sabato 23 maggio alle ore 11 una lezione online aperta a tutti organizzata dalla SIOP – Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica, con un tema specifico sulle deformità craniche e della colonna con trattamento neurochirurgo e osteopatico. A spiegarci nel dettaglio su cosa verterà la lezione e più in generale qual è il legame tra neurochirurgia pediatrica e osteopatia è proprio il dott. Lorenzo Genitori, Neurochirurgo, direttore del Centro di eccellenza di Neurochirurgia e coordinatore scientifico internazionale AOU Meyer di Firenze, insieme a Tommaso Ferroni, Direttore SIOP e osteopata responsabile del  primo ambulatorio di Osteopatia in Regime di convenzione in Italia, sempre al Meyer.

In cosa consiste la lezione in programma il 23 maggio alle ore 11?

LG Si tratterà di una riflessione condivisa tra neurochirurgo pediatra e osteopata pediatra, basato sulle deformità del cranio e sulle deformità della colonna vertebrale. Nello specifico, verranno trattate le anomalie di sviluppo del cranio sia quelle di natura craniostenotica sia quella di natura posizionale. Verranno inoltre prese in considerazione le anomalie di struttura della volta cranica come, per esempio, la agenesia cutis congenita oppure la presenza di ossa wormiane, oppure la presenza di sinus pericranii. Per quanto riguarda la colonna vertebrale prenderemo in esame, sempre dal doppio punto di vista neurochirurgico e osteopatico, i disrafrismi spinali, nei loro aspetti sia midollari sia vertebrali. Verranno infine prese in considerazione le deformità scoliotiche, sia primitive che secondarie a patologie specifiche del rachide o del midollo spinale. Sarà una lezione aperta con la possibilità di porre delle domande e avere un confronto con i due professionisti.

Quanto sono importanti per gli osteopati le lezioni frontali e il confronto con medici e professionisti del sistema sanitario?

LG A mio modo di vedere, la lezione frontale è un elemento insostituibile nella didattica specialistica, in quanto permette in tempo reale un confronto diretto, la possibilità di fare domande, la possibilità di avere esempi pratici” dichiara il prof. Lorenzo Geniori “Soprattutto per il versante osteopatico è imprescindibile l’elemento manuale diretto, inteso anche come relazione tra docente e discente, che si instaura esclusivamente con la possibilità di un confronto in tempo reale. Queste considerazioni assumono una valenza ancora più importante nell’ambito dell’osteopatia Pediatrica, laddove l’elemento “bambino” a volte non esprime alcun segno o sintomo, ma è soltanto l’approccio diretto, l’ascolto sia del paziente che l’interazione con i caregiver, senza dimenticare la percussione e la palpazione, a dare quegli elementi che permettono di sostenere la salute dei giovani pazienti.

TF Concordo pienamente col dott. Genitori sull’importanza delle lezioni frontali in ambito osteopatico, con la presenza del docente. La trasmissione dell’informazione osteopatica è correlata in modo imprescindibile alla parte pratica e al sentire che può esprimersi solo vivendo la didattica frontalmente. Come SIOP teniamo molto alle lezioni frontali ma abbiamo anche sviluppato la possibilità di avere delle lezioni online, come accaduto durante il Covid19 e il periodo della quarantena. Abbiamo così potuto dedicarci ad approfondimenti in materie
mediche arricchendo il bagaglio di conoscenze dei nostri allievi.

Qual è il rapporto con l’osteopatia nel mondo ospedaliero?

LG Rispondo sfortunatamente con un tono un po’ polemico, avendo sotto gli occhi quanto l’osteopatia può dare nel sostenere la salute dei pazienti, come avvenuto negli ultimi anni nell’AOU Meyer di Firenze. A livello nazionale, negli ultimi dieci anni, si è assistito ad una progressiva interazione degli osteopatici specializzati in pediatria con i bambini ricoverati presso le strutture ospedaliere pediatriche; nello stesso tempo però si assiste ad un progressivo “irrigidimento”. Ciò è in diretta relazione con la mancanza da parte dei ministeri responsabili di tutta una serie di aperture che dovrebbero permettere non solo l’equipollenza con le attività sanitarie, ma l’integrazione degli osteopati nel sistema sanitario nazionale. Questa situazione di anomalia continua non facilità la creazione di progetti a lungo termini, che invece permetterebbero il pieno svolgersi della professione, come per esempio la facilitazione di accesso alle pubblicazione scientifiche, a mio avviso fondamentali per il pieno riconoscimento della specialità osteopatica.

TF La presenza dell’osteopatia in ospedale, alla luce dei tanti anni di esperienza, potrebbe integrarsi in qualsiasi ambito, come nei reparti o nei vari settori specialistici, gli ambulatori, ma anche nel trattamento di tutti quegli operatori, chirurghi o infermieri, costretti a lunghi turni di lavoro e per tempi prolungati a mantenere posizioni scomode. Questa presenza in realtà così importante pone ovviamente luce sulla possibilità di poter fare ricerche scientifiche. Per noi amanti della clinica e della parte pratica del trattamento, a volte, può risultare invece ostica perché richiedere una predisposizione difficile da acquisire. Ovviamente si tratta di un percorso da seguire, che potrebbe portare in futuro alla creazione all’interno dell’ospedale, di un vero Dipartimento di Osteopatia, dove avere le possibilità di avere confronti costanti e parallelamente poterci concentrarsi sui dati e sulla possibilità di migliorare la formazione.

È possibile partecipare alla lezione del 23 maggio accedendo alla piattaforma Zoom a questo link.

Per maggiori info scrivere a: info.siop.fi@gmail.com

Pubblicato su Tuttosteopatia il 18 maggio 2020

Osteopatia: sostegno alla salute per mamme e bambini durante il periodo primale

Tempo di lettura: 5 minuti |

Clara Scropetta, docente della Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica di Firenze, è autrice di libri sulla Salute nel periodo della vita che va dalla gravidanza, alla nascita al primo anno del bambino. “Il Periodo Primale è un termine che dobbiamo al medico chirurgo francese Michel Odent, pioniere nel campo della fisiologia riproduttiva, a cui personalmente devo molto della mia conoscenza. Una delle nozioni che trasmetto agli studenti della SIOP è che dalla nascita al primo compleanno si continua a formare il sistema nervoso centrale, il 25% del cervello continua a svilupparsi nel primo anno di vita.”

Un concetto fondamentale che riguarda molto da vicino l’osteopatia. Durante la gestazione, la nascita e i primi mesi dopo il parto, un essere umano vive un periodo molto sensibile, e le condizioni ambientali influenzano la sua formazione, sia verso la salute, sia verso il possibile insorgere di patologie e disturbi. Un periodo particolare che va protetto, così come va protetta la madre, che è di fatto il primo ambiente con cui ci relazioniamo: “La specifica formazione sul primo periodo della vita” aggiunge Clara Scropetta “è basilare per tutte le figure che girano intorno alla Salute di mamme e bambini. Non ritengo funzionale al parto la presenza dell’osteopata in sala parto, come di qualsiasi altra figura non strettamente necessaria, in quanto significa aggiungere ancora una persona in un momento che dovrebbe essere intimo e protetto. Il parto è un processo involontario che avviene più facilmente, quanti meno agenti esterni vanno ad influenzare l’ambiente e non andrebbe disturbato. È un piacere insegnare agli osteopati, soprattutto a quelli che decidono di specializzarsi in osteopatia pediatrica, in quanto colgo nettamente una grande sensibilità da parte loro su questi temi.”

Un insegnamento centrale nel triennio proposto dalla Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica, che vuole fornire ai suoi studenti percorsi di studio completi per la presa in carico del paziente pediatrico. “Quello che Clara mi ha trasmesso è stata un’estrema presenza ed accoglienza” ha spiegato l’osteopata Diletta Cotti, diplomata e tutor SIOP,  “Durante le lezioni mi ha colpito come la sola presenza dell’operatore accanto ad una persona in difficoltà può essere estremamente utile. Nonostante la sua figura esile la dott.ssa Scropetta ha una grande forza e determinazione, che sa utilizzare con morbidezza. Ho ammirato molto questo suo approccio e grazie alle sue lezioni ho avuto la conferma di quanto sia importante far affiorare la fiducia che ogni donna ha del proprio corpo. In questo, noi osteopati abbiamo un ruolo molto importante. Clara ci ha chiarito concetti sulla fisiologia della gravidanza e della relazione molto innovativi, dati scientifici che si alchimizzano con la presenza, la consapevolezza e grazie l’empatia dell’operatore”.

“Sto osservando la situazione da vent’anni e devo dire che sfortunatamente sta peggiorando: le donne sono sempre più stressate durante la gravidanza” prosegue Clara Scropetta “In generale la medicina difensiva ha portato a un aumento di controlli e interventi, fonte di preoccupazione e stress. In un simile contesto, l’osteopata – come ogni altro operatore sanitario – ha una grande responsabilità, poiché può contribuire alla serenità della madre e alla crescita sana del bambino con trattamenti non invasivi molto efficaci. Può essere un benefico accompagnamento di riequilibrio del sistema nervoso autonomo in tutti i periodi della gravidanza e nel post parto. Per esempio, dopo il parto facilita un corretto posizionamento dell’osso sacro e del coccige, che si sposta parecchio per permettere il passaggio del bambino.”

Una scelta che riesce a portare i suoi frutti anche con percorsi multidisciplinari. “Quell’incontro, tenutosi nelle aule della Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica, è stato cruciale per la mia formazione” ha raccontato Monica Gemmiti, diplomata SIOP “Le lezioni di Clara mi sono state utili anche nella creazioni di collaborazioni con ostetriche sul territorio dove lavoro. Il racconto della lunga esperienza nel campo, la conoscenza minuziosa di tutti i meccanismi  automatici che si attivano nel parto, raccontati nelle aule della SIOP da Clara Scropetta e da Michel Odent, hanno mosso in me la voglia e la determinazione di avvicinarmi sempre più al sostegno osteopatico nel periodo primale, dedicando la mia professione interamente al sostegno di donne e bambini.”

La conoscenza dei processi fisiologici all’inizio della vita dovrebbe far parte della cultura generale, ma per un osteopata che vuole specializzarsi in osteopatia pediatrica diventa basilare. “Nella formazione di un osteopata non può mancare l’abc del processo del parto, e neppure l’abc dell’apprendimento e della guarigione. Insisto molto sul ruolo del sistema di calma e connessione, governato magistralmente dall’ossitocina, sostanza endogena chiave in tutti i processi di crescita. Credo che ogni terapeuta dovrebbe coltivare la capacità di produrre ossitocina e di attivarne la produzione nelle persone che a loro si rivolgono. Tra gli allievi e i docenti della SIOP ho trovato un terreno molto fertile, tanta apertura e sensibilità” conclude Clara Scropetta.

Una guida per i partecipanti del corso triennale di osteopatia pediatrica SIOP: “Lezioni che sono state cariche di ispirazioni per molti studenti” ha commentato la dottoressa Romina Schievenin, Tutor della Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica “La SIOP propone spesso ai ragazzi un argomento spiegato da diversi punti di vista dalle varie figure professionali (ginecologo, ostetrica, psicoterapeuta, osteopata) che se ne occupano. In questa ampia visione del tema “Concepimento, Gravidanza e Nascita”, Clara è una voce che guarda la venuta al mondo con gli occhi della Natura.  La sua fiducia nella Salute è sovrapponibile a quella che abbiamo noi osteopati. Il lasciar che avvenga tutto in modo spontaneo, grazie alla competenza ancestrale che c’è nella Madre e nel Bambino, si sposa con il principio di Autoguarigione dell’Osteopatia. È una portavoce dell’Osservare, Accogliere e Sostenere la venuta al mondo, senza essere Efferenti, senza essere disturbanti. Insegna l’importanza di essere una Presenza, che con forza interiore e lentezza, porta la Quiete e così regola il sistema neurovegetativo e ormonale. E, soprattutto, in tutto ciò che insegna, Clara è esempio di vita: la sua straordinaria storia personale di Donna e Madre è la prima testimonianza. Questo si respira durante le sue lezioni, e diventa un insegnamento più profondo, che ci tocca, ci stimola e ci fa riflettere, sia da un punto di vista professionale che personale”.

Un nuovo programma per il triennio 2020-2023

Tempo di lettura: 3 minuti |

Giunta alla settima edizione, la Scuola Italiana di Osteopatica Pediatrica è lieta di annunciare il suo nuovo programma di studio che vede un ricco aggiornamento: da sempre attenta a voler fornire il meglio per i propri studenti, la SIOP da anni prepara una offerta didattica all’avanguardia grazie alla presenza di docenti professionisti dell’AOU Meyer di Firenze, affiancati da conclamati professori, medici e osteopati provenienti da tutta Italia.

Una offerta che si rinnova per questo nuovo triennio 2020-2023 con importanti novità: “Si tratta del sesto triennio della Scuola, che vedrà l’aggiunta di nuovi docenti” ha voluto sottolineare il Direttore della Scuola, l’osteopata Tommaso Ferroni “Il percorso di studio prende in esame con grande attenzione il periodo primale e tutto il periodo pediatrico dal neonato all’adolescente. Dalla visione medica attraverso la ginecologia e ostetricia, a quelle psicologiche e relazionali, con il fine di dare gli strumenti agli allievi per essere davvero in grado, alla fine del triennio, di prendere in carico il paziente pediatrico. Questa affermazione è sostenuta dal fatto che durante il triennio creiamo percorsi che permettono di conoscere tutte le patologie pediatriche grazie all’esperienza di medici e chirurghi che da anni lavorano nei maggiori centri italiani e stranieri, tra cui l’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer di Firenze. Questo permette agli osteopati di poter sostenere la salute dei giovani pazienti con la consapevolezza della patologia, una conoscenza unica per poter trattare in ambito pediatrico.

Un’altra offerta che rimane centrale per il nuovo triennio è quella che riguarda l’epigenetica, ossia le influenze dell’ambiente esterno sul patrimonio genetico dei bambini. Questo grazie ad esperti mondiali che arricchiscono in ogni loro lezione le nostro conoscenze osteopatica. “Professionisti come la dott.ssa Mieli, il dott. Burgio, il dott. Castagnini sono un vanto per la nostra scuola” ha voluto sottolineare Tommaso Ferroni “Senza dimenticare tutti i professionisti che giorno dopo giorno condividono con noi la loro esperienza. Mi preme inoltre sottolineare l’attenzione data all’embriologia biodinamica: si tratta di un tema corposo che la SIOP ha concentrato nei tre anni di studio, permettendo agli studenti di avere alla fine del triennio una profonda conoscenza delle materia”.

Oltre alla teoria, la scuola pone grande importanza alla parte pratica. Grazie alla presenza del prof. Lorenzo Genitori, gli studenti hanno la possibilità unica di poter accedere, in alcuni casi, alla sala operatoria, acquisendo  una conoscenza unica di quelle che sono le dinamiche che possono incontrare nel trattamento di un paziente prima e dopo un momento delicato come un’operazione chirurgica. “Le problematiche della pediatria generale vengono tratte a 360°, con una parte di teoria e una di pratica direttamente in ambulatorio, in ospedale ed in sala operatoria” spiega il prof. Lorenzo Genitori “Poter vedere quali sono le strutture aggredite, osservare la reale consistenza dei tessuti, avere la consapevolezza dei movimenti chirurgici, sono aspetti che permettono agli osteopati formati nella scuola di poter preparare al meglio il giovane paziente all’operazione e successivamente di poter sostenere la loro salute per una migliore ripresa. Voglio a tal punto ricordare i recenti studi fatti proprio presso l’ospedale Meyer sulla riduzione dei farmaci contro il dolore avuti dai bambini trattati, con una casistica che verrà rilasciata nel 2020 con oltre 1800 bambini trattati. Questo ha portato gli osteopati assunti dall’ospedale Meyer, nonché tutor e professori della scuola, di poter trattare i pazienti anche durante le operazione chirurgiche.”

Triennio 2020-2023 1anno 

Triennio 2020-2023 2anno

Triennio 2020-2023 3anno

Leggi tutte le informazioni sul nuvo triennio proposto dalla Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica SIOP cliccando qui.

L’osteopatia abbraccia la psicologia: la SIOP presenta la dott.ssa Giuliana Mieli

Tempo di lettura: 5 minuti

La Scuola Italiana di osteopatia pediatrica ha l’onore di avere nel suo corpo docenti alcuni esperti nei loro rispettivi campi di studio. Tra questi, è per noi un piacere presentare la dott.ssa Giuliana Mieli, filosofa e psicoterapeuta: “Avere una doppia laurea in filosofia e psicoterapia è un iter che un tempo era comune ma che oggi è molto raro” ha voluto sottolineare la dott.ssa Mieli “Io ho scelto di proseguire i miei studi in psicologia proprio per rispondere alle domande senza risposta emerse durante gli anni in cui studiavo filosofia. Ho così potuto capire che i due mondi sono uno la continuità dell’altro. La filosofia occidentale si è poco occupata del mondo della donna, per esempio  la nascita, l’inizio della vita emotiva: questo è un aspetto fondamentale della vita umana che incredibilmente non ha mai riguardato il nostro pensiero filosofico, e questo per me resta un vuoto enorme”.

La dott.ssa Mieli, dopo gli studi, ha iniziato un importante lavoro nei primi Centri di Salute Mentale sorti negli anni settanta, precedenti alla famosa ‘legge Basaglia’ con la chiusura dei grandi manicomi. “Negli anni ’70 l’Italia era attraversata da un pensiero rivoluzionario riguardo la sofferenza psichica; per me fu un periodo importante, lavorai sul campo per anni e mi appassionai alle nuove realtà che erano sorte dopo la chiusura dei manicomi.” racconta la dott.ssa. Successivamente le sue ricerche poterono estendersi grazie alla collaborazione con il primario dell’Ospedale S. Gerardo di Monza: “Grazie al professore Mangioni, il primario del reparto di maternità, ho potuto riprendere la mia professione dopo la maternità con degli orari concordati che mi hanno permesso di dare il mio contributo per 30 anni al lavoro dell’ostetricia, mischiandomi con il personale medico, ostetrico e infermieristico, i corsi preparto, creando una “filosofia psicologica” di preparazione al parto che ha ancora un seguito importante”.

Dott.ssa Mieli durante una lezione

Esperienze che l’hanno portata in Italia e all’estero a fare cicli di conferenze, a pubblicare libri, e che oggi la rendono una delle guide del nostro corpo docenti, amata dagli studenti SIOP per il suo modo di esporre il suo pensiero ancora rivoluzionario. “Durante le lezioni SIOP faccio prima di tutto un’introduzione prettamente filosofica, facendo notare il vuoto del pensiero filosofico su certi aspetti relativi alla vita e alla sua evoluzione” ha spiegato la dott.ssa “La psicologia è arrivata molto tardi nella storia delle scienze, ed è arrivata come cura della patologia, non come studio della fisiologia affettiva. Davanti ad un paziente dovremmo creare un campo affettivo molto simile alla relazione genitore bambino: solo questo garantisce il rispetto della situazione emozionale. Si tratta del bisogno di potersi fidare di un adulto, che può prendere in cura ed alleviare il momento di difficoltà che si sta vivendo: il rapporto medico-paziente significa che esiste “un altro che lavora con me”, con un fine comune, partecipa alle mie difficoltà per potermi curare. Ogni persona è in grado di riconoscere nella persona che lo cura la presenza o meno di un campo affettivo sano a cui ci si può affidare. Temi che ho subito notato essere accolti e recepiti dai ragazzi e dalle ragazze della Scuola di Osteopatia Pediatrica SIOP.”

La visione, per certi versi unica proposta dalla dott.ssa Mieli, ha origini lontane e regala durante le lezioni momenti di storia e analisi dell’evoluzione della medicina moderna: “Nella psicoanalisi inglese post bellica, c’è stata una vera rivoluzione: non si parla più di impulsi ma di relazioni e della loro importanza nel rapporto tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda” ha spiegato la dott.ssa “Il paradigma Freudiano meccanico di tensione e caduta delle tensione, con al centro la sessualità, si dissolve di fronte alla cura dei bambini orfani, ricoverati in ambiente adeguati, ma prede di epidemie finché non accolti in un campo affettivo di cura, capace di attivare adeguatamente il sistema immunitario. Da qui si è potuto costruire la teoria che si basa sulla lenta separazione madre/bambino e sul bisogno di costruire, durante i primi anni di vita, una base fisica ed emotiva, che fornisce al bambino quello che viene chiamato un “attaccamento sicuro”. L’epigenetica sottolinea l’importanza dell’ambiente in cui cresciamo, che non è solo ambiente fisico, ma anche, soprattutto, quello relazionale. Anche nella vita adulta, l’importanza di sentirsi in un ambiente rispettoso, dove c’è uno scambio di competenze, non è un ideale da raggiungere, ma un bisogno”.

“Nella società occidentale moderna, il folle neoliberismo in cui siamo caduti, rischia di portarci fuori dalla natura” ha poi sottolineato la dott.ssa Mieli “Ci propone una modalità di relazione competitiva, individualista, che creare un ambiente non accogliente, dove l’uomo non può essere sereno emotivamente. Stress, fretta sono campanelli di allarme di un ambiente emotivo che si va via via, deteriorando. I paesi più saldamente neoliberisti sono chiaramente percorsi da una crisi interna sociale e mentale. Il discorso ecologico va esteso al mondo delle relazioni: se non freniamo questo feroce individualismo – del tutto contro natura – le conseguenze saranno catastrofiche quanto quelle del cambiamento climatico”.

Temi che diventano di fondamentale importanza per quello che riguarda il rapporto medico paziente: per poter essere sereno, l’operatore sanitario deve sapersi mettere in relazione, dando un senso di tranquillità e serenità. L’unico mezzo è sapersi identificare con il bisogno dell’altro, senza guardarlo semplicemente da fuori. “È il contrario di quello che insegnano le scuole di medicina con la pratica del non coinvolgimento” sottolinea la dott.ssa “Bisogno sapersi coinvolgere, senza andare a pezzi ovviamente, e mettere a disposizione la propria parte adulta, razionale: il medico deve essere buono medico di sé stesso per poter essere medico di un altro. Bisogna imparare ad ascoltarsi, per poi trovare i modi per accompagnare nel percorso di cura. Tutti gli operatori sanitari, per poter curare, devono poter ascoltare, sia il paziente che loro stessi: questo è il femminile che è dentro ognuno di noi. Come si può chiedere di essere empatici, accoglienti ed entrare in sintonia, con una razionalizzazione disumana dei rapporti di cura e con  turni massacranti?”

“Straordinariamente, gli allievi della SIOP, sono le persone più aperte nel mettere in correlazione ciò che è fisico e ciò che è mentale” ha voluto ribadire ancora una volta la dott.ssa “Non abbiamo ancora superato la separazione corpo/sentimento. Ignorare il mondo degli affetti crea inevitabilmente patologia. Gli osteopati che studiano alla SIOP invece denotano molta sensibilità, sento una grande disponibilità nel voler capire e comprendere che c’è una connessione”.

Un pensiero condiviso anche dagli osteopati docenti della scuola e dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, come si evince dalle parole dell’osteopata e tutor SIOP, Florinda Fracchiolla: “L’incontro con professionisti come la Dott.ssa Mieli, per noi osteopati, apre le porte a diversi spunti di riflessione, fra i quali la possibilità di collocare la figura dell’osteopata in questo anello di congiunzione fra corpo e psiche; fra scienze psicologiche e mediche. Emerge infatti un principio cardine dell’osteopatia: non guardare la malattia nel paziente ma la salute, attraverso il riconoscimento, ed il sostegno delle espressività delle forze intrinseche dell’uomo; espressività coinvolta nella autoregolazione dell’uomo, sia verso i processi e ritmi biologici, mondo interiore, che ne rapporto con il mondo esterno e ambiente. Le connotazioni dell’esperienza formativa all’interno del percorso triennale SIOP sono quindi rivolte a maturare una maggiore consapevolezza del bambino e del campo familiare, attraverso lezioni frontali di importante spessore”.

Un Congresso in nome dell’accoglienza

Il congresso dal titolo “Accoglienza e supporto: quando le parole possono curare” è stato organizzato per i 5 anni di attività di “Casaurora”, struttura pensata per le famiglie che devono allontanarsi da casa propria per stare accanto a un caro ricoverato nel polo ospedaliero fiorentino fornendo un supporto logistico e assistenziale, con una mission ben precisa: l’accoglienza.

Il tema del congresso ha attirato molti partecipanti e ha visto l’intervento di figure politiche, istituzionali, associazioni e figure sanitarie coinvolte nell’esperienza pratica e quotidiana di questi aspetti. Fra i relatori invitati a portare la propria esperienza si annoverano anche il nostro direttore della Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica, Tommaso Ferroni e l’osteopata e Tutor SIOP Florinda Fracchiolla, entrambi impegnati a portare il contributo osteopatico nella cura dei bambini ricoverati presso l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.

L’intervento osteopatico ha introdotto il concetto di contatto nella relazione terapeutica, a completamento ed in stretta connessione, con gli interventi degli altri relatori. Con alla base una idea di percorso terapeutico e sostegno alla salute con caratteri altamente specialistici ed individualizzati, improntati sulla qualità del percorso di cura del bambino e della propria famiglia.

I concetti che in un fluire hanno caratterizzato questo incontro, sono stati quelli di una maggiore consapevolezza dei bisogni della persona, in una visione globale: mente, corpo, spirito. Con la parallela necessità di una presa in carico di una multidisciplinarietà verso obbiettivi sempre maggiori nella ricerca dei miglior standard qualitativi.

L’osteopatia sempre più al servizio dei pazienti al Meyer: sinergie con l’urologia

La collaborazione tra osteopatia e le varie specialità dell’ospedale AOU Meyer di Firenze è consolidato da anni e all’interno di esse vi è quella in ambito urogenitale. L’osteopatia oggi al Meyer è presente con quattro osteopati sotto contratto e cinque tirocinanti, i quali settimanalmente si muovono nei vari reparti e trattano i giovani pazienti. Il rinomato ospedale pediatrico fiorentino, centro di eccellenza con una casistica di operazioni tra le più importanti d’Europa, è anche il primo e tuttora unico in Italia con un ambulatorio di osteopatia convenzionato. Tra queste sinergie vi è quella tra il dott. Antonio Elia, che ha diretto per anni il centro di urologia dell’ospedale, e l’osteopata Mattia Cervato, tutor e docente della Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica –  SIOP.

Il dott. Elia, scoprendo il ruolo degli osteopati all’interno dell’ospedale, ha potuto constatare l’utilità del sostegno osteopatico alla salute dei bambini di pertinenza urologica. “Il miglioramento dei pazienti è stato quasi immediato” spiega il dott. Elia “Sono stati gli stessi genitori a dirmi che i bambini si rilassavano a tal punto da addormentarsi grazie al trattamento degli osteopati” La sensazione che scaturisce nel corso del trattamento porta il sistema neurovegetativo a riequilibrarsi, portando ad un benessere che può anche portare ad una riduzione del dolore percepito e favorire un livello di rilassatezza che può portare il bambino ad addormentarsi.

 

I dati collocano l’ospedale Meyer come quello con la maggior casistica andrologica d’Italia e tra le maggiori per le patologie urologiche. La chirurgia pediatria, compresa quella urogenitale determina una alterazione nella qualità dei tessuti. Tale alterazione può manifestarsi con densità alterate, il sostegno osteopatico ha il compito di equilibrare tali densità. Questo lavoro ha un effetto benefico su tutto il campo famigliare. “Il dolore post chirurgico è un aspetto di primaria importanza e coinvolge la percezione del bambino e di tutta la famiglia” spiega Mattia Cervato “Il rapporto con il piccolo paziente è prioritario, ma è importante impostare fin da subito una relazione positiva con tutti i componenti della famiglia.”

 

Al Meyer oggi è abitudine vedere gli osteopati girare per i corridoi ed entrare nelle stanze con un sorriso. “I risultati ottenuti dagli osteopati sono sotto gli occhi di tutti” rimarca il dott. Elia “Sono convinto che questa consapevolezza dovrebbe essere trasmessa ai pediatri di famiglia. Presso la nostra struttura ci occupiamo delle malformazioni dell’apparato genitale in pediatria. Siamo un centro di eccellenza non solo per le patologie trattate ma anche per la gestione del dolore, con una collaborazione tra reparti che ci ha permesso di abbassare il dosaggio dei farmaci anti dolorifici. A questa realtà, la complementarietà con l’osteopatia è un altro passo avanti per il benessere dei pazienti”. La collaborazione tra osteopatia e chirurgia che si sviluppa anche con collaborazioni in sala operatoria: “Grazie alla disponibilità del dott. Elia, personalmente, ho compreso molto della tecnica chirurgica effettuata, permettendomi di poter adeguare il trattamento al tipo di operazione svolta” spiega Cervato.

Una collaborazione decennale celebrata a Roma

La Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica è lieta di presentare il corso su “La craniostenosi, trattamento chirurgico e approccio osteopatico” e “Le plagiocefalie posizionali, approccio manipolativo osteopatico”. L’appuntamento celebra i dieci anni di collaborazione tra l’osteopata e preside SIOP Tommaso Ferroni con il neurochirurgo Lorenzo Genitori. “La giornata sulle craniostenosi ci porterà a condividere questi 10 anni di esperienze” ha spiegato Tommaso Ferroni “Raccontiamo quale è la modalità di approccio, sia da un punto di visto chirurgico che il razionale del trattamento osteopatico, ossia il sostegno alla salute che diamo nel pre e post operatorio, nel preparare i tessuti e diminuire successivamente quello che è il dolore percepito.” Un pensiero condiviso anche da Lorenzo Genitori, il quale ha volute ricordare un lavoro partito da lontano che continua a dare i suoi frutti “In questi 10 anni abbiamo raggiunto dei risultati molto interessanti sia da un punto di vista scientifico sia nel migliorare l’assistenza nei nostri piccoli pazienti” ha spiegato Lorenzo Genitori “Sono in corso tre studi clinici approvati dal comitato etico che permetteranno di evidenziare l’effettiva efficacia del trattamento osteopatico nel migliorare la percezione del dolore post operatorio; di ridurre il carico il carico farmacologico; ridurre la degenza media; infine, migliorare l’outocom dei bambini.”

Un sodalizio che ha visto i due professionisti lavorare fianco a fianco e che saranno presenti nella giornata di sabato 23 marzo durante il seminario AOP3 a Roma – sede ICOMM Via Sant’Anna 15. “Questi 10 anni sono un sogno che si è avverato” ha voluto sottolineare Tommaso Ferroni “Abbiamo iniziato entrando in punta di piedi in un rapporto che ogni giorno cresce e si incrementa, con l’osteopatia presente in maniera crescente i tutti i dipartimenti dell’ospedale Meyer. Questa collaborazione tra osteopatia e una delle maggiori eccellenze italiane nella cura dei giovani pazienti ha portato ad importanti risultati, sia sul dolore percepito, ma non solo, come per esempio la riduzione dei tempi di degenza oppure la riduzione del carico farmacologico”. “Si è partiti con patologie specifiche (plagiocefalie e craniostenosi), arrivando oggi a poter avere un approccio molto più ampio” ha spiegato a sua volta Lorenzo Genitori “L’osteopatia oggi è applicata a quasi tutte le patologie di interesse neurochirurgico e non solo. Pensiamo di orientare la nostra ricerca nel trattamento dei disturbi della dinamica liquorale lavorando sempre in simbiosi”

L’evento è reso possibile grazie all’accordo tra SIOP e il PGO Institute, tra due realtà cardine nel panorama osteopatico pediatrico italiano, ed è stata fortemente voluta da Roberto Bonanzinga, D.O. ROI BI-D Direttore Scientifico e Satellite del Barral Institute Italia. Per l’occasione è stato deciso di aprire le porte a tutti gli interessati al fine di creare una importante rete di condivisione.

Nuove aule per la Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica

È un 2018 carico di novità quello che vede la SIOP essere sempre più protagonista al fianco dell’ospedale AOU Meyer e soprattutto degli osteopati che con noi hanno deciso di intraprendere un percorso di apprendimento focalizzato al sostegno alla salute dei nostri giovani pazienti. In un momento storico fondamentale per l’osteopatia abbiamo colto la necessità di fornire servizi sempre migliori per permettere una crescita costante degli studenti, con da una parte un’offerta didattica in continua evoluzione con l’aggiunta di opinion leader da tutta Italia, ma senza dimenticare la logistica con una serie di accordi che hanno permesso la creazione di una rete a sostegno di studenti e professori.

In tale ottica, dopo l’accordo con il Campus del Meyer per gli studenti del Master in Osteopatia e Neuroscienze, è la volta degli studenti della scuola triennale di osteopatia pediatrica che da oggi potranno usufruire delle aule e dei servizi offerti dall’Istituto Avventista “Villa Aurora” – via del Pergolino 12, Firenze. Per quanto riguarda i servizi accessori, quali alloggio e vitto, l’Istituto detiene due strutture ricettive, dove è possibile anche per allievi e docenti del Master di inoltrare richieste di prenotazione (info@villaaurora.it) a partire da 10 gg. prima dell’inizio delle lezioni del corso, che verranno soddisfatte secondo disponibilità.

Grazie alla partnership tra SIOP e Istituto Avventista il prezzo riservato al giorno è di € 40,00 la singola o uso singola, ed € 65,00 la doppia, oltre alla tassa di soggiorno comunale (dal 2018 € 2,00 al giorno a persona per max. 7 gg.). Detti importi comprendono anche la prima colazione (www.casaurora.it).

Sempre all’interno del campus insiste una mensa universitaria privata dove è possibile consumare i pasti (ivi compresa la prima colazione) in modalità di distribuzione al bancone in orari prestabiliti:

Colazione 07:30-07:45 (sab.-dom. 08:30-08:45)

Pranzo 13:15-13:35

Cena 19:00-19:20 (ven. 18:30-18:45)

La cucina è di tipo lacto-ovo-vegetariana con possibilità di piatti vegani (su prenotazione). Trattandosi di mensa privata anche per i pasti è necessaria la prenotazione dal lunedì al venerdì entro le ore 10.00. Il costo è di € 9,00 per il pranzo ed € 8,00 per la cena (per accedere è necessario preacquistare un tesserino presso la contabilità dell’Istituto).

 

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